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Elezioni Politiche ed Europee 1979

Si torna alle urne dopo solo 3 anni, il 3 e 4 giugno si vota per le politiche, il 10 giugno per eleggere, per la prima volta, i rappresentanti dell’Italia in seno al Parlamento Europeo.

Gli 81 euro-deputati sono eletti con il sistema proporzionale puro senza sbarramento, l’Italia é divisa in 5 marco circoscrizioni : Nord Occidentale (Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Liguria), Nord Orientale (Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia – Romagna), Centrale (Toscana, Umbria, Marche, Lazio), Meridionale (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria) e Insulare (Sicilia e Sardegna). Si presentano solo 13 liste, 12 in tutto il territorio nazionale e la SVP solo nell’Italia Nord Orientale, sono le liste (compreso l’Union Valdotaine) che hanno ottenuto seggi nel 1972 o che sono presenti in parlamento con gruppo (Democrazia Nazionale e PdUP).

A seguito del rapimento e dell’uccisione di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse, i rapporti tra Dc e PCI diventano più tesi, il PCI sosteneva esternamente gli esecutivi, i governi di unità nazionale, ma chiede di entrare nel governo, questo porta alle dimissioni del governo Andretti, che rifiuta i voti offerti da Democrazia Nazionale, e alle elezioni, anche per coinvolgere il PSI che con Craxi aveva assunto posizioni più occidentali e riformiste.

Le elezioni vedono una tenuta della DC , un calo del PCI . sostanzialmente stabili gli altri con un netto successo del Partito Radicale e con il MSI-DN che cede poco agli scissionisti e riprende quasi tutti i suoi parlamentati del 1976.

Nel dettaglio dei partiti , questa volta, illustriamo anche il risultato europeo vista la quasi concomitanza delle due consultazioni.

SPECCHIETTO RISULTATI CAMERA

SPECCHIETTO RISULTATI SENATO

SPECCHIETTO RISULTATI EUROPEE

GOVERNI DELLA LEGISLATURA

Andreotti III – dal 29/07/1976 al 11/03/1978 – DC

Andreotti IV – dal 11/03/1978 al 20/03/1979 – DC con appoggio esterno del PCI

Andreotti V – dal 20/03/1979 al 4 agosto 1979 – DC, PRI, PSDI

Democrazia Cristiana

Leader :Benigno Zaccagnini

14.046.290 voti pari al 38,20% e 262 seggi, perde lo 0,41% e mantiene gli stessi seggi del 1976, al Senato 38,34% e 138 seggi, perde lo 0,54% ma aumenta di tre senatori. Una leggera flessione alle Europee : 12.774.320 – 36,45% ed elegge 29 eurodeputati, nella Circ Meridionale Emilio Colombo ottiene 860.147 preferenze, il segretario Zaccagnini in quella Nord-Ovest 737.499.

Come sempre molto bene in Lombardia (Bergamo Brescia al 51,06%) e Veneto, 51,34% al Senato, 53,95% nella Circ.di Verona, al sud in Molise 54,73 alla Camera e 55,38% al Senato, nella Circ. Benevento-Salerno-Avellino il 48.58%.

Il 26 marzo 1978 Aldo Moro, esponente di spicco della DC , presidente del Consiglio Nazionale DC e già presidente del Consiglio, fautore dei governi di centro sinistra e di solidarietà nazionale, viene rapito in via Fani a Roma da un commando delle Brigate Rosse che uccide i cinque agenti della scorta, dopo 55 giorni di prigioni, il 9 maggio viene barbaramente assassinato.

In Valle d’Aosta si presenta solo per la Camera con una coalizione che comprende PSDI e PRI ma ottiene solo il 18,29%.

Partito Comunista Italiano

Leader: Enrico Berlinguer

11.139.231 voti pari al 30,38% e 201 seggi, perde il 3,99% e 27 deputati, al Senato 31,465 e 109 eletti, – 2,47% – 7 senatori. Come sempre fortissimo in Emilia-Romagna, Senato 48,17% (Bologna 47,99%, Parma 46,41% , Toscana , Senato 46,65% , Firenze 48,38%, Pisa 48,75% ed Umbria al Senato 46,31%.

Perde quasi tutto il consenso acquisito nel 1976, forse a causa del sostegno ai governi di solidarietà nazionale dove appoggia esternamente la Dc (in quel periodo si paventava il “compromesso storico” ed anche per la presenza ormai consolidata di formazioni alla sua sinistra.

Alle europee perde ancora qualcosa, 10.361.344 voti pari al 29,37% e 24 deputati, primo nella Circ,. Centro con il 36,27% e 836,595 preferenze pe Berlinguer, Giorgio Amendola al Sud ne prende 805.449, al Nord-Ovest Giancarlo Pajetta arriva a 639.473.

In Valle d’Aosta utilizza questo, anche un leggermente anacronistico dal punto di vista grafico, alla Camera 32,35%, al Senato 31,86% , nessun eletto.

Partito Socialista Italiano

Leader : Bettino Craxi

3.596.802 voti pari al 9,81% e 62 seggi, + 0,17% e + 5 seggi, al Senato 10,38% e 32 senatori, ì 0,18 e + 2 seggi. Ottiene i migliori risultati in Calabria (15,22% Senato , 12,81% Camera) ma va bene anche in Lombardia (11,92% Senato e 12,53 a Como per la Camera, nonostante le percentuali siano stabili aumenta di seggi.

Alle europee 11,03% e 9 eletti grazie a 3.866.946 voti , quindi meglio che alle politiche, il più votato é Giorgio Ruffolo nella Circ. Meridionale con 290.233 preferenze, il neo segretario Craxi in quella Nord occidentale ne prende 286.739, il partito, su iniziativa dello stesso Craxi, ha inserito nel simbolo il garofano e ridotto le dimensioni della falce e martello.

Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale

Leader: Giorgio Almirante

1.930.639 voti pari al 5,26% e 30 seggi (- 0,84% e – 5 seggi) al Senato 5,68% e 13 seggi, – 0.95% e – 2 seggi. Bene in Campania dove é terzo partito al Senato (10,78%) e nella Circ. di Napoli (10,12%), bene anche in Sicilia (Senato 9,71% e Catania 9,41%), a Lecce per la Camera 9,02%, a Roma 8,08% , nel senato Lazio 8,94% (davanti al PSI),

Alle europee 1.909.055 voti e 4 eletti con il 5,45% , nella Circ. Meridionale Almirante prende 519.479 preferenze su 691.779 voti di lista, il 75% degli elettori lo vota!.

Nonostante il calo esce vincente dalle elezioni perché recupera 13 deputati e 7 senatori rispetto alla consistenza elettorale dopo la scissione di Democrazia Nazionale nel 1979, naturalmente cìé anche un certo ricambio degli eletti, entra in parlamento, alla Camera, per la prima volta in Piemonte Ugo Martinat ed al Senato ritorna in parlamento Cesare Pozzo, sempre in Piemonte.

Partito Socialista Democratico Italiano

Leader : Pietro Longo

1.407.535 voti pari al 3,84% e 20 seggi, + 0,46% e + 5 seggi, al Senato 4,22% e 9 seggi (+1,12% e + 2 senatori), alle Europee , 4,32% e 4 seggi, più votato Antonio Cariglia al sud con 74,216 preferenze. Bene come sempre in Friuli (Senato 5,84% Camera con Belluno 7,60%) ed in Piemonte , Senato 5,70% Camera a Cuneo-Alessandria-Asti 5,56%.

Recupera voti ed eletti rispetto al 1976 e riesce non cedere consensi verso il PSI.

Partito Radicale

Leader: Marco Pannella (anche se il segretario era Jean Fabre,  francese, obiettore di coscienza.)

1.264.870 voti pari al 3,45% e 18 eletti, + 2,38% e +14 seggi, al Senato 1,32% e 2 eletti (non ne aveva ) + 0,82% ma in Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia si presenta con Nuova Sinistra Unita ottenendo l’ 1,17% ma nessun senatore. Bene al Senato nel Lazio (4,45%) e Lombardia (2,96%) dove scattano i due seggi, anche in Liguria (3,86%), alla Camera il 6,22% a Trieste, 5,22% a Roma, 5,04% a Torino.

In Europa 1.285.065 pari al 3,67% e 3 eletti, Pannella capolista in tutta Italia nella Circ. Nord-Ovest prende 97,955 preferenze.

Senza dubbio la sorpresa delle elezioni, ottiene un risultato storico che non ripeterà., nel corso della legislatura perde 7 deputati , 3 verso la componente Gruppo Diritti Umani, 1 va alla Sinistra Indipendente e 3 nel misto, tra questi Giuseppe Rippa, segretario dal 1979 al 1980.

Partito Repubblicano Italiano

Leader :Oddo Biasini

1.110.209 voti pari al 3,03% e 16 seggi, -0,06% e + 2 seggi, al Senato 3,365 e 6 seggi (+0,67 e – 1 seggio, nel 1976 in alcune regioni era co gruppi comuni PSDI e PLI). Come sempre va ebne nella Circoscrizione di Bologna che comprende Ravenna, 5,99% e trascina anche il Senato Emila Romagna (4,48%), bene in Piemonte, senato 4,65% e Torino 4,27% e la Sicilia, Senato 5,01% e Palermo 4,58%.

Per le europee 896.139 pari al 2,56% e 2 eletti, subisce quindi una flessione di quasi mezzo punto. Susanna Agnelli, candidata nel Nord-Ovest prende 101.232 voti di preferenza. All’inizio del 1979 il Presidente della Repubblica affida ad Ugo La Malfa l’incarico di formare il governo, il tentativo fallisce ed il 20 marzo nasce il V governo Andreotti, La Malfa é vice-presidente ma colpito da emorragia celebrale il 24 marzo scompare dopo due giorni di agonia.

Partito Liberale Italiano

Leader : Valerio Zanone

712.646 voti pari al 1,94% e 9 eletti, aumenta di 0,63% e di 4 seggi, al Senato 2,21% e 2 eletti, aumenta di 0,82 .perde però un seggio, quello conquistato con i gruppi comuni PSdi-Pri.

I due senatori sono Giovanni Malagodi, eletto in Lomabardia, dove il PLI prende il 3,01% e Giuseppe Fassino in Piemonte (5,23%), alla camera il miglior risultato é sempre in Piemonte, Torino 4,05%, Cuneo 5,83%

E’ l’unico partito che inserisce un riferimento all’Europa nel simbolo , in particolare al gruppo del P.E. dove andranno a collocarsi i 3 deputati eletti grazie al 3,63% con 1.271.159 voti, un risultato migliore di quello di una settimana prima, nella Circ. Nord-Ovest Sergio Pinifarina prende 258.542 voti di preferenza e Vincenzo Bettizza 223.678 su 625,173 voti totali, dando certamente un notevole contributo all’aumento rispetto le politiche, alcuni dati : Torino città : politiche 4,58%, europee 10,40 (la DC perde 4 punti….), in provincia politiche 4,10% europee 8,54% , Milano città politiche 4,99%, europee 10,57%

Partito di Unità Proletaria per il Comunismo

Leader: Lucio Magri

502.247 voti pari al 1,37% e 6 seggi, nel 1979 si era presentato con DP, a fine legislatura il gruppo, denominatosi PdUP, contava 5 membri. Ha risultati omogenei in tutta Italia (il quorum scatta a Milano con 1,95%), supera il 2% a Bergamo-Brescia (2,10%). Al Senato non si presenta .

Presente alle europee dove prende 406.656 voti (1,16%) ed elegge un deputato, Luciana Castellina con 14.957 preferenze nella Circ. Centro. Il partito aveva anche subito una scissione da parte di alcuni esponenti che erano confluiti in DP quando questa si era data forma partito.

Nuova Sinistra Unita

Leader :Mario Capanna

294.462 voti pari al 0,80% nessun eletto, al Senato 0,14% ma presente solo in Valle d’Aosta (3,16%), Lombardia (0,77%) ed Umbria (0,38%), assente completamente in Trentino, Friuli, Liguria, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise e con altro nome in Sardegna , nelle altre regioni si presenta con il Partito Radicale, 1,17% zero eletti.

Era un cartello elettorale che voleva proporre l’esperienza di Democrazia Proletaria del 1976 (6 eletti), vi aderirono tutti i partiti della sinistra radicale, tranne il PdUP che, paradossalmente, invece, ottiene eletti, tra i deputati del 1976 il solo Massimo Gorla vi aderisce. Ottiene il 1,40% nella CirC, di Milano ma non basta per far scattare il quorum. Dopo il risultato non buono il cartello si scioglie e il gruppo principale continua come Democrazia Proletaria,

Nuova Sinistra Sarda

Si presenta così al Senato in Sardegna, ottiene 5.512 voti pari allo 0,73%

Democrazia Proletaria

con questo nome ed il simbolo del 1976 si presenta alle europee ottenendo 252.342 voti (0,72%) ed un deputato, Mario Capanna che ottiene 23.981 voti nel Nord-Ovest.

Democrazia Nazionale – Costituente di Destra

Leader: Pietro Cerullo

229.205 voti pari allo 0,63% , al Senato 0,56%, alle europee 142.537 pari allo 0,41% nessun eletto, alle europee é una delle due sole liste a non avere almeno un deputato. Il partito era nato nel gennaio del 1977 da una scissione del MSI-DN ed aveva 17 deputati e 9 senatori.

Cambia in due anni tre segretari; Ernesto Di Marzio, Raffaele Delfino (che nel 1979 lascia il partito) e Pietro Cerullo, a nulla serve la candidatura di Achille Lauro a Napoli, il “comandante” prende solo 11.118 preferenze ed il partito il 1,28% nella Circoscrizione, troppo poco per far scattare il quorum, nel collegio Napoli V il 3,33%, cifre distanti anni luce da quelle di Lauro negli anni 50 e 60. DN-CD si scioglie il 16 dicembre dello stesso anno.

Sudtiroler Volkspartei

Leader : Silvius Magnago

204.899 voti , 0,56%, il 35,83% nell’unica Circoscrizione dove storicamente si presenta, Trentino Alto Adige, porta sda 3 a 4 i suoi deputati, un dato anomalo, anche al Senato passa da 2 a 3 eletti con il 35,90% anche grazie ad un accordo con il Parito Popolare Trentino Tirolese , nel collegio di Pergine vine einfatti eletto Sergio Fontanari, alle europe, per forza presente in tulla la Circ. Nord-Est ottiene 196.373 voti pari al 0,56% , veine eletto Joachin Dalsass con 125.076 preferenze.

Associazione per la zona franca integrale a Trieste e nella sua provincia

65.505 voti, si presenta solo in Friuli, a Belluno-Gorizia-Udine-Pordenone prende lo 0,33% ma a Trieste é al 28,73% percentuale che consente l’elezione di Aurelia Benco Gruber, al Senato manca l’eletto per meno di 3000 voti, con il 8,00% in FVG,

Non c’è alle europee, la Lista per Trieste (questo il nome del partito) darà in seguito l’uso del suo simbolo a diverse altre forze autonomiste nazionali per evitare la raccolta firme, come previsto dalle normative dell’epoca.

Union Valdotaine

Presente solo in Valle d’Aosta, con il 45,245 elegge un deputato e con il 59,62% (mancava il candidato del centro) un senatore. Nel 1976 alla camera aveva vinto il candidato della sinsitra.

Grazie all’esenzione dalle firme si presenta in tutta Italia per le europee, prende 166.393 voti pari al 0,47% e con DN-CD, che comunque supera, é uno dei due partiti che non ottiene eletti., ma non va lontanissima dall’obbiettivo.

Una coalizione che riuniva le minoranze etniche delle nostre Regioni, tra cui Alpazur, le Comunità Giuliano-Dalmata e Istriana, Coumboscuro, il Fronte Giustizialista Siciliano, i Ladins, la Liga Veneta, gli Occitani, il Partei der Unabhängigen, il Partito popolare trentino tirolese, il Partito Federalista Europeo, Sardinya y Llibertad, Slovenska Skupnost… artefice dell’operazione Franco Bruno Salvatori (17.540 preferenze nel Nord-Ovest) che sarà vittima di un incidente stradale l’ 8 giugno 1980.

Movimento Friuli

Presente solo in Friuli e provincia di Belluno , 30.658 voti pari al 3,72% (su scala nazionale 0,10%) , al Senato 31.490 pari al 4,07%,

Partito Sardo d’Azione

Leader: Carlo Sanna

Inserisce Libertade Socialismi nel simbolo, in Sardegna 17.673 (1,91%) alla Camera e 15.766 (2,07%) al Senato, molto lontano da eleggere parlamentari.

Partito Operaio Europeo

Già presente nel 1976 , prende solo 7.371 voti (0,02%), formazione di estrema sinistra con leader l’americano Lyndon LaRouchem, si presenta solo alla Camera a Milano (0,07%), Brescia-Bergamo (0,13%) e Roma (0,08%)

Partito Popolare Italiano

6.497 voti pari al 0,02%, si presenta per la prima volta con liste solo alla Camera e solo nelle due circoscrizioni della Campania, a Napoli-Caserta 0,10% , a Benevento-Avellino-Salerno 0,17% , risultato minimi nonostante l’utilizzo di un nome storico.

Più votati Napoli: Volturno Morani, 821 preferenze, Benevento,: Simmaco De Gennaro .402.

Fronte Giustizialista Siciliano

5.146 voti (0,35%) ottenuti alla Camera nella Circoscrizione di Catania, alle europee partecipa al cartello federalista dell’Union Valdotaine, più votato Antonio Impellizzeri con 748 preferenze, alle europee ne prende 725.

Partito Cristiano di Azione Sociale

Leader: Carlo Fatuzzo

3115 voti, presente solo nella Circoscrizione Bergamo-Brescia dove prende il 0,25%, il partito era stato fondato da Carlo Fatuzzo (415 preferenze), in seguito leader del Partito Pensionati , eurodeputato e deputato per Forza Italia nella XVIII Legislatura.

Partito Democratico

3.108 voti alla Camera nella Circ. di Bologna (0,19%) e 3.748 al Senato (0,15%) solo in Emilia Romagna, nel 1976 si era presentato nelle stesse zone con 0,17% alla Camera e 0,12% al Senato, più votato Romeo Piacenti con solo 32 preferenze.

Partito Benessere e Civiltà

Si presenta solo a Palermo-Trapani-Agrigento-Caltanissetta ottenendo 2.991 voti (0,23%) più votato della lista di cinque candidati Luigi Lombardo con 725 preferenze. Presente anche nel 1976 sempre nella stessa circoscrizione quando aveva preso 1.299 voti (0,10%)

Partito Popolare Calabrese

Si presenta, come ovvio, solo in Calabria sia alla Camera, 2.927 voti (0,26%) che al Senato, 4.009 voti (0,44%) , il più votato é Arturo Perugini con 931 preferenze, candidato anche al Senato, nel collegio di Lamezia Terme prende il 2,11%, in città alla Camera il 2,41%. Originale la scelta del simbolo che, salvo errori, é il carroccio.

Fronte Nazionale Siciliano

Indipendentisti siciliani, presenti solo alla camera nella Circ. di Palermo, 2.749 voti pari al 0,26%, più votato Giuseppe Scianò con 874 voti, salvo omonimie un candidato della lista Aurelio Mancuso, é presente anche alle europee con i federalisti-autonomisti di UV.

Margherita

Solo un fiore senza scritte per una lista presente in Abruzzo, alla Camera 2.123 voti (0,27%), più votato Alberto Tucceri comn 205 preferenze, solo altri due candidati con lo stesso cognome, D’Amore, presenta anche al Senato, 2.056 voti (0,30%), due candidati che si ripetono nei sei collegi, Tucceri e D’Amore. Era presente, al Senato, anche nel 1976 quando prese 1.892 voti (0,38%).

Movimento Popolare Cristiano

Simbolo con evidente riferimento religioso, presente solo nella Circ.di Catania, 1.921 voti (0,15%) solo quattro in lista, il più votato, Giorgio Aprile, con 283 preferenze

Associazione per la valorizzazione dell’individuo

Simbolo piuttosto originale per la lista presente a Roma, 1.907 voti pari allo 0,06%, in lista cinque candidati, vince Alfio Celli con 129 preferenze.

Nuovo Partito Popolare

Si presenta solo a Roma, 1.869 voti, 0,06%, più voltato Mario Foligni , scelto da 378 elettori. Nel 1976 si era presentato a Genova, Verona, Venezia, Perugia, Roma, Napoli, Lecce, Potenza, Catania e Palermo, ottenendo in tutto 10.927 voti pari al 0,03%,

Partito della Sinistra Democratica

Uno degli ultimi simboli chiaramente disegnati a mano, presente solo a Napoli-Caserta, 1.516 voti per il 0,07%, primo dei sette candidati Antonio Grasso con 356 preferenze. Nel 1976 1,757 voti pari allo 0,09% sempre e solo a Napoli.

PRI – Soziale Fortschrittspartei Südtirols

In Trentino Alto Adige il PRI si presenta al Senato con questa formazione locale, che si era presentata da sola nel 1968, Fondata nel 1966 da fuoriusciti dal SVP, aveva l’appoggio dei socialdemocratici austriaci. Prende 9.115 voti (1,90%) , il risutato migliore comunque arriva nel collegio di Trento, 2,67%.

Movimento dell’AVE

455 voti al Senato in Sicilia, pari allo 0,02%… si tratta in effetti di una candidatura indipendente, quella di Martino Fugazzotto che si propone solo in tre collegi : Messina, Barcellona Pozzo di Gotto e Patti, ottenendo pochi voti , massimo 0,20%., stessa cosa vista nel 1976 quando i voti furono 521, cambia il simbolo.

Come sempre ogni anno sono molti i simboli depositati al Ministero e poi non utilizzati, tra questi CGIL, FIGC e Coltivatori Diretti che deposito a titolo cautelativo, un simbolo comune PR-DP (usarono PR-NSU), il simbolo storico del Partito Radicale e quello con scritta in tedesco., i radicali depostarono un altra ventina di simboli ma furono ricusati, ricusato anche il simbolo del PSI senza garofano.